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Sono i (parenti) serpenti. Con il governo Prodi già in bilico se ne uscirono con un Manifesto che per il neonato Pd prospettava «alleanze di nuovo conio», gettando nel marasma l’Unione. Ora che Veltroni già traballa di suo ci hanno messo del loro, ponendo il veto all’ingresso del Pd nel Pse. È che s’è stufato di mangiare cicoria, e allora la rifila agli altri.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273801

Israele ha riaperto domenica i valichi di frontiera con Gaza, quattro giorni dopo averli serrati come reazione al lancio di razzi al-Qassam contro il suo territorio, ennesima violazione del cessate-il-fuoco con le milizie di Hamas nella Striscia di Gaza. Dalle otto del mattino ora locale, i valichi di frontiera di Karni e Sufa, così come quelli per il transito di combustibile di Nahal Oz e per le persone ad Erez, sono ritornati in attività, anche se ancora con parziali restrizioni. Entrano così in giornata a Gaza un’ottantina di camion carichi soprattutto di aiuti umanitari, il che dovrebbe alleviare il ferreo blocco imposto da Israele alla Striscia da quando, un anno fa, Hamas ne ha preso il controllo. La decisione di riaprire i valichi è stata presa nella notte dopo consultazioni telefoniche tra il ministro della difesa, Ehud Barack, il suo numero due, Matan Vilnai, e i servizi di intelligence militare e civile interno, lo Shin Bet, scrive il quotidiano israleiano Haaretz. Nel quadro della tregua, Israele aveva alleviato l’accerchiamento circa una settimana fa riaprendo i valichi rimasti per mesi inattivi. Tuttavia, prima la Jihad islamica -in risposta all’uccisione di uno dei suoi leader in Cisgiordania- e poi le Brigate dei Martiri di al-Aqsa avevano violato la tregua lanciando razzi al-Qassam e colpi di mortaio verso le località limitrofe di Israele, senza comunque causare vittime né danni. Israele allora aveva di nuovo chiuso i valichi con Gaza, riaperti in virtù dell’accordo raggiunto con la mediazione egiziana lo scorso 19 giugno.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76712

Dunque Emma Bonino, che non è arrivata alla politica dal
concorso di miss Gambe né dall´onorata carriera di valletta, ha un innamorato.
E questo innamorato non è Marco Panella (ma va?). E inoltre la Bonino, non per
offendere, ha pure 60 anni, eppure… La notizia piccante era su tutti i
quotidiani più autorevoli che, come capita sempre più spesso, l´avevano pescata
dal rotocalco Diva e Donna (il secondo più gettonato è Chi Diva e donna a concedere
un´intervista sul tema della fame nel mondo in occasione della conferenza
mondiale della Fao, la competente Emma avrebbe deciso di inserire un po´ di
gossip sentimentale per dimostrare la fatuità del giornalismo italiano. Una
cosa tipo: scommettete che se rivelo cifre terribili sulla quantità di bambini
morti per fame, critico e propongo e analizzo, non una parola sarà ripresa, se
invece faccio un accenno alla mia vita privata, sui cui non ho mai intrattenuto
né l´Italia né l´Europa e meno ancora il Terzo Mondo, tutti daranno spazio a
quello e soltanto a quello? Naturalmente ha avuto ragione, dimostrando tre
piccole verità, ormai ovvie, ma non per questo meno gravi. Primo: i giornali
’seri’ imitano quelli popolari in una corsa al ribasso che caratterizza il
cosiddetto ‘libero mercato’ in modo uniforme (per qualche copia in più, per
qualche spettatore in più, per qualche indice di gradimento in più peggiora
tutto, dalla televisione alla letteratura, dalla stampa allo spettacolo).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76606

Il segretario del Pd Walter Veltroni non ha voluto commentare la richiesta di cambio della leadership del partito avanzata da Arturo Parisi, limitandosi a dire «non mi sorprende». Veltroni, che ha partecipato a Reggio Emilia all’inaugurazione della nuova sede del Pd, ha poi difeso l’operato del suo partito. «Credo che in 5-6 mesi di lavoro, vista la condizione molto difficile dalla quale ci siamo trovati a partire, abbiamo fatto moltissimo. Il gruppo dirigente del Pd dovrebbe rendersi conto che oggi c’è una grande forza come non c’è mai stata e che è uguale se non superiore alle altre forze europee». «Nei prossimi mesi – ha aggiunto Veltroni – creeremo le condizioni perché quando si tornerà a votare, e non so quando visto il modo in cui il Governo si comporta, credo che potremmo avere i risultati che aspettiamo».

«Noi non ci faremo prendere dalla sindrome della spallata – ha assicurato il segretario del Pd -, la nostra strategia è di maggiore respiro». «La nostra gara non sono i 100 metri – ha detto – la nostra strategia la faremo vivere nei prossimi anni. Non parleremo di spallata come ha fatto il centrodestra, spallata che a loro non è riuscita e che poi non ci hanno dato loro».

L’ipotesi di un cambio della linea politica e del leader del Pd «è stata respinta dalla maggioranza del partito», assicura Ermete Realacci, ministro dell’Ambiente del governo ombra del Pd.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76518