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Domenica 6 marzo a Imbersago si svolgerà la sfilata di carri allegorici per le vie del paese “L’Italia in Piazza”.

I festeggiamenti continueranno la serata di sabato 12 marzo in oratorio dove saranno presenti ospiti “speciali” tra cui Garibaldi, Leonardo Da Vinci, Renzo e Lucia, Giuseppe Verdi e Danta Alighieri, che animeranno la serata con giochi e musica.

La festa si svolgerà dalle 20.00 alle 23.00, è gradita l’offerta di dolci e chiacchiere.

www.merateonline.it – Il primo giornale della provincia di Lecco

Fonte:
http://www.merateonline.it/articolo.php?idd=7453

C’è da dire che in molti hanno preso alla lettera la parola ‘festa’ – specie tra gli studenti dei licei giunti a dare man forte: qualcuno torna con buste piene dal vicino McDonald’s (pur con la kefiah antiamericana e anti israeliana al collo), altri bevono birra mentre parlano di vacanze al mare, altri ancora si siedono sul bordo della fontana nelle cui acque già navigano volantini mezzi affogati, triste contraltare al baldanzoso striscione ‘diciassette anni tutta la vita’ – più da fan di Federico Moccia che da pericoloso nostalgico di Benito Mussolini, per la verità.

Sarà la musica di Rino Gaetano, sarà il baracchino che vende stoffe eque e solidali, saranno i panini con la mortadella d’ispirazione ‘festa dell’Unità a Bologna’, sarà l’aria casareccia dell’unico stand di cibarie, ma il temuto sit-in che ha sostituito, per volere delle autorità competenti e con il dispiacere di molti, l’ancor più temuta ‘marcia su Roma’ (questo lo slogan sui primi manifesti), non ha l’aria di un’ombrosa riunione di facinorosi pronti a colpire.

Si parla per lo più di università, si dice ‘no’ agli affitti da usura per i fuori sede, ‘no’ al caro libri, no ‘alla privatizzazione’ degli atenei – non fosse per le bandiere scure con il fulmine cerchiato, per le magliette con scritta ‘beffo la morte e ghigno’, per la grafica futurista dei manifesti, per il continuo inneggiare ‘all’azione’ e ‘all’assalto del futuro’, gli slogan non sembrerebbero così diversi da quelli portati ogni autunno in strada dai rivali rossi, gli studenti della sinistra antagonista e dei centri sociali.

I quali però, sentendosi in tutto e per tutto diversi dai manifestanti del Blocco studentesco-CasaPound, ieri si sono riuniti in piazza Santi Apostoli per un contro-presidio (contro la sola idea che un ‘fascista del terzo millennio’ possa dire la sua in piazza – ‘la Costituzione vieta la ricostituzione del Partito fascista’, dice dal palco di Santi Apostoli un manifestante).

Fonte:
http://www.ilfoglio.it/soloqui/5117

Per gli editori una nuova sfida: sviluppare modelli di business capaci di sfruttare le potenziali dei nuovi mercati, nati intorno alla disponibilita’ di canali innovativi, nonche’ di nuovi supporti per la fruizione di news in mobilità.

Durante il convegno e’ emersa la nuova sfida che gli editori di tutto il mondo dovranno affrontare: sviluppare modelli di business capaci di sfruttare le potenziali dei nuovi mercati, nati intorno alla disponibilita’ di canali innovativi per la diffusione delle notizie, nonche’ di nuovi supporti per la fruizione di news in mobilita’: dagli smartphone all’Apple iPad.

A gennaio 2010, infatti, la percentuale di italiani che si informa online e’ aumentata di circa il 25% rispetto all’anno precedente, con un tempo medio di permanenza sui siti di news di circa 45 minuti.

Queste dinamiche influenzeranno l’andamento della pubblicita’ (oggi ancora diffusa principalmente attraverso la tv) e lo sviluppo dei modelli di business degli stessi social network. “Nel nostro futuro – ha confermato durante il suo intervento allo Iab Seminar 2010 Cristian Hernandez, responsabile marketing e advertising di Facebook – investiremo sull’innovazione tecnologica e sulla pubblicita’ profilata, da offrire ai nostri utenti sulla base dei loro hobby e dei loro interessi”.

Fonte:
http://www.01net.it/articoli/0,1254,0_ART_9006217496,00.html

Chris Martin ha detto che non ha nessuna idea di intraprendere una carriera senza i suoi Coldplay

Chris Martin ha detto che non ha nessuna idea di intraprendere una carriera senza i suoi Coldplay.

La possibilità di realizzare un solo album è stata accantonata da Martin, che pensa non sarebbe accettato dalla gente senza la sua band (Coldplay).

‘Sarebbe sempre la stessa persona ma in un contesto diverso da quello della band, quell´aspetto che rende accettabile la mia musica’ ha detto Martin ‘Se mi prendi fuori dai Coldplay non posso ballare o fare quello che fa Beyonce…

Fonte:
http://www.newsic.it/news/body_news.php?id=27408

(Adnkronos) – “Devo dire che l’Italia e’ riuscita a smentire le cassandre, i profeti di sventura che, se voi ricordate, un anno e mezzo fa, quando scoppio’ la piu’ grande crisi dopo quella del 1929, una crisi globale nata per motivi finanziari al di fuori dell’Italia dicevano: ‘Ma l’Italia sara’ il fanalino di coda, non potra’ resistere’”.

Le notizie dell’anno secondo voi: cronaca italiana e dal mondo, salute e personaggi

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Raffiche di fischi e di “buuuh” e solo qualche applauso per il premier Silvio Berlusconi dalla platea della Confesercenti alle parole del premier che ha definito «i giudici e pm politicizzati», «una metatastasi della nostra democrazia». Le parole che non sono da premier della Repubblica italiana hanno introdotto la ormai “consueta” invettiva di Berlusconi contro la magistratura. Prendendo la parola per quello che doveva essere un breve saluto all’assemblea della Confesercenti, Berlusconi non ha resistito alla tentazione di tenere un comizio. Si stava parlando delle difficoltà a governare con uno stato troppo burocratico. Berlusconi con il solito sorriso parte da questa osservazione per dire che «molti pm il presidente del Consiglio vorrebbero vederlo così» e mima il gesto delle mani legate. «Chi governa, conclude Berlusconi, «ha le mani legate da uno stato antico dove prevalgono i divieti». L’Italia è un paese «in libertà vigilata» con una democrazia vigilata tenuta sotto il tacco da giudici politicizzati». Come quando era imprenditore e «passavo i miei sabato mattina ad andare a trovare i miei dipendenti all’ospedale perché c’era tra di noi rispetto, simpatia, comprensione e amore», mentre ora «sono costretto, ogni sabato mattina – continua -, a preparare con i miei legali udienze in cui sono oggetto dell’attenzione dei pm o giudici politicizzati che sono la metastasi della democrazia».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76584

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