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Vincenzo La Manna

Roma – Il governo non si fa
«impressionare» dagli attacchi
di «certa magistratura
» che intende «sovvertire
il voto popolare». E nonostante
«i pettegolezzi senza
fondamento», i sondaggi
«ci premiano» e «continua
a crescere la fiducia degli
italiani». Silvio Berlusconi
scandisce il concetto a voce
ferma. E una volta per tutte
intende chiarire. «Rinuncio» a qualsiasi vantaggio
di legge, alla «salva-premier» per capirci. Insomma,
non si fugge dai processi.
Anche perché, nonostante
il «patto scellerato» tra la
sinistra riformista e «l’ala
giacobina e giustizialista»
di chi «propugna il dominio
della magistratura sullo Stato» – scriverà in seguito – il
premier «si salva da solo»,
grazie alla sua credibilità.

Il presidente del Consiglio
va di nuovo all’attacco, convinto
com’è che va «assolutamente
fermata la deriva
giustizialista» che si sta propagando
nel Paese. E lo fa
in due fasi. Prima convoca i
giornalisti a palazzo Chigi
per difendere a spada tratta
il suo esecutivo. Poi mette
tutto nero su bianco in un
messaggio inviato ai giovani
di Forza Italia e della Pdl
riuniti a Napoli.
È un premier «condottiero
» quello che, in tarda mattinata,
irrompe in sala stampa,
al termine del Cdm, seguito
a ruota da ben sette
ministri, per illustrare le iniziative
portate avanti nei
primi due mesi di attività.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273988

Nell’ambito dell’ottimo programma di Brianza Open Festival Jazz, stasera alle 21.30, a Lissone, nell’area antistante il Museo d’Arte Contemporanea, suonerà il «Pietro Ciancaglini Quintet». La formazione condotta dal giovane contrabbassista romano (classe 1975) renderà omaggio al grande Charles Mingus. Ciancaglini, tra l’altro, ha fondato nel 2004 il trio LTC, assieme al pianista Pietro Lussu e al batterista Lorenzo Tucci; formazione che ha registrato l’album «Hikmet», con «feature» del sassofonista americano Mark Turner.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=273693

Morgan Tsvangirai rimarrà altre 48 ore nell’ambasciata d’Olanda ad Harare, dove si era rifugiato domenica sera, subito dopo aver ufficializzato il proprio ritiro dal ballottaggio presidenziale di venerdì prossimo nello Zimbabwe contro il capo dello Stato uscente, Robert Mugabe. Lo ha dichiarato lo stesso leader dell’opposizione dell’ex Rhodesia alla radio pubblica olandese. «È stato un ricovero temporaneo», ha spiegato Tsvangrai, che non ha comunque chiesto asilo politico ai Paesi Bassi; e ha aggiunto che l’ambasciatore olandese ha contattato il governo di Harare, ricevendone rassicurazioni sull’incolumità e la sicurezza dell’ospite. «Perciò», ha concluso Tsvangirai, «probabilmente me ne andrò entro oggi o domani». Si aggrava sempre di più la crisi politica in Zimbabwe. In vista del ballottaggio di venerdì che è stato boicottato dal leader dell’opposizione Morgan Tsvangirai che lo ha definito una «farsa» messa in scena dal governo di Mugabe, il clima si fa pesante.Domenica sera Morgan Tsvangirai si è rifugiato nell’ambasciata olandese ad Harare, dove si trova tuttora, perchè alcuni militari fedeli al regime di Robert Mugabe erano andati a prelevarlo: a denunciarlo non sono state fonti dell’opposizione nello Zimbabwe ma il presidente del Senegal in persona, Abdoulaye Wade, secondo cui il leader dissidente è riuscito a fuggire appena in tempo. «Ho appreso», afferma Wade in un comunicato, «che il 22 giugno soldati dello Zimbabwe erano andati a cercare il signor Tsvangirai ed erano entrati in casa sua.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76541