(…) osservando che la prossima volta scenderanno in piazza anche «pedofili e ladri d’auto». Silenzio quasi assordante lì per lì. Qualcuno si è reso conto. Nicolò Scialfa, vice presidente del consiglio comunale, in quota Rifondazione, ha decisamente accusato l’assessore che ha fatto quella che lui si augura «essere stata solo una battuta infelice» peraltro mai corretta né smentita. Scialfa non accetta l’equazione prostitute-pedofili, anche perché «le prime sono vittime, i secondi commettono i peggiori crimini». E non risparmia i toni duri: «Non è accettabile ascoltare simili parole da un uomo delle istituzioni. Non voglio dire frasi a effetto, parlare di crisi di giunta, ma siamo di fronte a una pessima figura cui va posto rimedio».Ne è convinto anche il senatore Enrico Musso, che più che chiedere dimissioni strumentali «invita l’assessore Scidone a trovare il modo per correggersi, ammettere la gaffe e scusarsi». Parla a ragion veduta, Musso. Proprio lui che in campagna elettorale aveva proposto una sorta di cittadella a luci rosse sul modello nordico, ed era stato ricoperto di strali e di accuse di maschilismo, insensibilità, becerume. Nulla di tutto ciò accade oggi. «Mi sembra uno dei classici casi in cui la sinistra, anche quando cerca di far bene, non riesce a tener a bada tutte le sue diverse anime – osserva Musso – In effetti il punto di partenza, l’esigenza di porre rimedio al degrado e agli eccessi, di dare ordine e decoro ad aree densamente popolate, non sarebbe sbagliato.
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