“Piuttosto che proporre appello avverso la sentenza, ANDU propone con forza che ogni singolo componente del CdA, del Senato accademico e di tutti gli organi elettivi che, a cascata, hanno inteso ‘estendere’ la proroga a se stessi, sia istituzionalmente critico sul proprio operato, si sottoponga alla Legge, obbedisca alla sentenza ed eviti, con la propria illegittima presenza, ulteriori sciagure alla Università di Messina”, scrive la sigla dei docenti.
Di seguito, il testo del documento Andu: L’Associazione Nazionale Docenti Universitari rileva come la recente sentenza del TAR di Catania che annulla le modifiche statutarie riguardanti le proroghe dei mandati elettivi, sia il naturale compimento di una serie di atti contro i quali ANDU si è pubblicamente espressa già nel maggio 2010.
Che l’auto-proroga costituisse una forzatura rispetto ai princìpi di legalità e confliggesse con pronunciamenti specifici della Corte Costituzionale, era stato ampiamente rilevato e stigmatizzato anche e soprattutto perché decisa in vista di una legge che, illo tempore, era ancora un semplice e contestatissimo DDL.
La sentenza del TAR diviene, in tale contesto, paradigma di riferimento per tutti coloro che vogliono vivere la propria vita lavorativa nel rispetto delle regole e della legalità e che, nella parte del dispositivo che recita: ‘…tutti gli atti adottati dagli Organi decaduti sono nulli.’, rischiano di vedere vanificati il proprio tempo, lavoro, entusiasmo e positiva voglia di fare a causa della pervicace azione di quei pochi che hanno inteso fare della discrezionalità il cardine del loro agire.
Fonte:
http://www.normanno.com/Universita–lAndu-sul-no-del-Tar-allautoproroga-il-Rettore-di-dimetta-1288023098.html