Ribaltando un passivo di 551 milioni di dollari legato al pagamento degli interessi sui debiti contratti coi governi americano e canadese, grazie alla sapiente gestione di Marchonne Chrylser “ha riportato un utile netto di 297 milioni di dollari nella prima metà dell’anno”.
Marchionne è “un ‘workaholic’ (una persona ossessionata dal lavoro) che si nutre di espresso e tre ore di sonno al giorno”, ciononostante per Forbes, “il successo futuro (di Chrysler) non è assicurato”.
“Entro il prossimo 14 settembre, Marchionne dovrà negoziare un nuovo accordo con United Auto Workers (il sindacato di lavoratori del settore auto che detiene il 40% di Chrysler)…dovrà riorganizzare il consiglio d’amministrazione Chrysler ora che i governi americano e canadese non sono più azionisti…e poi – nota la rivista – viene il difficile: dovrà amalgamare Fiat e Chrysler senza ripetere gli errori commessi durante il disastroso matrimonio, durato dieci anni, tra Chrysler e Daimler”.
Ma l’espansione non sarà limitata al Nord America, “c’è anche l’Asia”: “I tentativi iniziali di penetrazione del mercato automobilistico cinese e di Chrysler e di Fiat sono stati deludenti, ora si trovano a rincorrere Gm e Volkswagen”, scrive Forbes.
Fonte:
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/diritto/2011/08_agosto/25/fiat_marchionne_l_uomo_che_ha_salvato_chrysler_per_adesso,31268474.html?pmk=rss