Lo scorso ottobre, circa metà dei pinguini sono stati ritrovati morti sulle spiagge brasiliane, e gli altri affamati e non in buone condizioni di salute, segnala Valeria Ruoppolo, veterinaria dell’International Federation for Animal Welfare (IFAW), di San Paolo, che ha curato le operazioni di salvataggio di gran parte dei pinguini.

‘Dei pinguini trovati vivi, circa il 50 per cento è sopravvissuto’, ha detto Ruoppolo a Tierramérica.I pinguini di Magellano (Spheniscus magellanicus) vivono in climi relativamente caldi rispetto alle altre specie di pinguini; si riproducono e fanno il nido in primavera e in estate nell’emisfero sud, da ottobre a febbraio, in Cile meridionale e Argentina, in climi temperati e asciutti.

La popolazione di pinguini di Magellano è molto fragile, visto che il loro numero è diminuito di circa il 20 per cento e oggi sopravvive circa un milione di coppie nidificanti, secondo la Wildlife Conservation Society.

Non è solo la temperatura che cambia’, ha spiegato a Tierramérica.Recentemente, gli scienziati del WWF hanno avvertito che un aumento della temperatura terrestre di altri 2 gradi Celsius – che dovrebbe avvenire entro 50 anni, nonostante la possibile riduzione delle emissioni di gas serra – metterà in grave pericolo i pinguini imperatore (Aptenodytes forsteri) e i pinguini di Adelia (Pygoscelis adeliae), oltre ad altre specie antartiche.

Fonte:
http://ipsnotizie.it/nota.php?idnews=1363

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