Archiviazioni mensili: Ottobre 2008

Una barca tutta italiana, degli italiani, per lanciare una sfida al mondo della vela attraverso la partecipazione alla prossima Coppa America. Si chiama Repubblica Marinara ed è un progetto promosso da una ristretta cerchia di appassionati di mare e di vela. Tra questi il giornalista della Rai, Enzo Cappucci, l’ideatore del progetto: «Si tratta di una sottoscrizione popolare – spiega Cappucci – che possa rappresentare tutti gli italiani che amano la vela. In particolare però è una sfida rivolta alla salvaguardia del nostro pianeta, sempre più in difficoltà dal punto di vista ecologico e climatico». L’idea è semplice, cercare di raggiungere il maggior numero di adesioni possibili per presentare il progetto a un grande sponsor che possa finanziare questa impresa. «Una volta riusciti a trovare lo sponsor saremmo a metà dell’opera» si dice convinto Cappucci. «Abbiamo scelto la Coppa America – ha continuato il giornalista – perché gli altissimi ascolti tv relativi alle ultime competizioni svolte, come quella di Valencia nel 2007, sono a testimonianza dell’interesse crescente degli italiani per la vela. Inoltre entrare in una competizione di per se snobista ed elitaria come la America’s Cup, per promuovere temi come l’ambiente, la lotta alle emissioni e contro l’inciviltà significherebbe aver fatto centro. Pensate che colpo, il messaggio ambientale a casa del capitalista per eccellenza!».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80243

da MilanoIl cda di Rcs MediaGroup ha approvato «all`unanimità le linee guida del piano per l’ulteriore sviluppo dei ricavi digitali». È quanto si legge in una nota che annuncia che «gli effetti del piano, la cui implementazione richiederà investimenti in competenze, marketing e piattaforme tecnologiche, in relazione al budget 2009 e al piano industriale in essere, saranno presentati all’esame del consiglio di amministrazione di Rcs MediaGroup che si terrà a dicembre». Il piano, sottolinea il comunicato, «coinvolge tutte le aree del gruppo e si pone l`obiettivo dell’accelerazione della crescita dei ricavi nel mercato digitale preservando e sviluppando il valore dei brand tradizionali del gruppo». All’interno del quale sono state individuate «quattro aree strategiche di sviluppo per le attività digitali: business editoria, classified, contenuti non editoriali (musica, ecc.) e piattaforme di advertising».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298401

Dall’ufficio stampa della Regione riceviamo e pubblichiamo:«Alla base di ogni critica e di ogni giudizio devono esserci dei fatti, senza i quali anche la critica più aspra perde di mordente. Nell’articolo a firma di Antonella Aldrighetti, pubblicato da Il Giornale l’11 ottobre e dedicato al nuovo ambulatorio di via Canova 19, la verità dei fatti è un accessorio di cui si preferisce fare a meno. Si parla a sproposito di “cantiere-fantasma” e si procede a una ricostruzione della vicenda gratuita e infondata. Non esiste alcuna irregolarità nella gestione dei lavori. Intanto, tutte le procedure di gara sono state eseguite secondo le norme di legge. I cartelli sono stati regolarmente apposti e, come facilmente verificabile, ora si trovano all’interno della struttura, poiché quelli all’esterno sono stati più volte divelti e distrutti. I lavori erano già iniziati quando è stata presa la decisone di chiudere il S. Giacomo. Dopo questa scelta, si è deciso di accelerare i lavori per far coincidere l’apertura della nuova struttura con la definitiva chiusura dell’ospedale. L’importo di spesa è stato di poco inferiore al milione di euro. Indicare altre cifre, arrivando addirittura a citare il presidente Marrazzo come fonte, è fuorviante e scorretto da parte della redattrice, che avrebbe avuto tutti i mezzi necessari per dare un’informazione esatta ai propri lettori. Le cifre sui lavori del S.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=298495

da MoscaUn’esplosione nella Repubblica separatista georgiana dell’Ossezia del Sud ha ucciso ieri sette soldati russi. La deflagrazione, presumibilmente causata da un’autobomba, arriva a pochi giorni dalla data stabilita per il ritiro dell’esercito russo dalla zona, come vuole il piano mediato a fine agosto dal leader francese e presidente di turno dell’Unione europea, Nicolas Sarkozy. Secondo quanto riferito alle agenzie di stampa di Mosca dal generale Marat Kulakhmetov, comandante delle forze di pace russe in Ossezia del Sud, alcuni soldati in pattuglia nella zona hanno fermato due veicoli con targa georgiana, a bordo quattro persone di cui non è stata resa nota la nazionalità, fucili e granate F1. I militari avrebbero quindi scortato le automobili alla base, a pochi chilometri dal capoluogo Tskhinvali, dove è avvenuta l’esplosione. Secondo fonti giornalistiche locali, la deflagrazione ha causato forte tensione tra la popolazione, intenta lentamente a ricostruire la cittadina teatro del conflitto di agosto tra Russia e Georgia. Secondo il New York Times, subito dopo il cessate il fuoco, non si sono fermati i camion di aiuti di Mosca, le squadre che ricostruiscono scuole e distribuiscono pane e giornali russi. Per Eduard Kokoity, presidente della Repubblica separatista, dichiarata indipendente assieme all’Abkhazia da Mosca il 26 agosto (e riconosciuta finora soltanto dal Nicaragua, anche se secondo l’ambasciata somala in Russia, presto anche da Mogadiscio), si tratta di «un atto terroristico».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295432

A 34 anni di distanza dal primo scudetto della Lazio, la «sua» Lazio, Bruno Giordano riesce ancora a commuoversi quando parla di quella magica storia e dei suoi indimenticabili protagonisti: «Maestrelli su tutti. Solo lui poteva riuscire nell’impresa di vincere il campionato 2 anni dopo aver conquistato la promozione in A. Con un pizzico di fortuna ci sarebbe arrivato addirittura nella stagione precedente quando arrivò a 2 punti dalla Juventus e a uno dal Milan. Di quel periodo ho un ricordo indelebile. Ero nella Primavera. E il mister mi convocò numerose volte in ritiro con Manfredonia e Di Chiara per assaporare gli umori della prima squadra. Mi resta solo il rammarico di non aver giocato neppure un minuto in quella squadra». Meglio la Lazio degli Anni ’70 o quella di Eriksson?«Non c’è paragone. La squadra di Maestrelli giocava un calcio spettacolare, brillante, direi quasi irraggiungibile. Di quel gruppo, l’unico conosciuto era Frustalupi che arrivava dall’Inter. Gli altri si affermarono in pochi mesi. Chinaglia e Re Cecconi i migliori. Ma come dimenticare Wilson, Martini o Garlaschelli? Formidabili le intuizioni del tecnico che cambiò ruolo a qualche giocatore e creò un modulo vincente».E la società? Esisteva una società all’altezza della squadra?«Ma certo. Se l’allenatore era un maestro di vita, non solo di pallone, i dirigenti non erano da meno. Ricordo Lenzini, Sbardella, Ziaco, Bona.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=295488