Il territorio meridionale d’Israele è stato attaccato nella notte di lunedì a colpi di mortaio partiti dalla Striscia di Gaza, prima violazione di rilievo accertata del cessate-il-fuoco di sei mesi tra lo Stato ebraico e Hamas, entrato in vigore giovedì scorso grazie alla mediazione dell’Egitto. Lo ha reso noto una portavoce dell’Esercito israeliano, secondo cui l’attacco è stato sferrato dal settore centrale dell’enclave; un proietto è piombato al suolo nei pressi della località di Nahal Oz, ma «senza perovocare vittime ne’ danni materiali», ha precisato la portavoce, aggiungendo: «Israele non ha risposto al fuoco, e non ha violato la tregua». Quest’ultima impone la fine delle ostilità non solo all’interno della Striscia, ma anche tutto intorno ai confini. Non si estende tuttavia alla Cisgiordania, e formalmente vincola soltanto Hamas, sebbene si siano impegnati ad aderirvi altri gruppi radicali palestinesi che però, Jihad Islamica in testa, si sono riservati il diritto di reagire con le armi in caso di nuovi raid d’Israele nelle aree cisgiordane.L’assalto di mortaio potrebbe dunque essere una rappresaglia per l’uccisione di due palestinesi a Nablus, compiuta all’alba da truppe israeliane che hanno efefttuato un’incursione nella città autonoma insieme a unità dello Shin Bet, il controspionaggio. Uno dei morti era Tarek Jumea Abu Ali, 24 anni, un capo locale della Jihad, ricercato per la pianificazione di numerosi attentati, e accusato di prepararne ulteriori; l’altro sarebbe stato invece un semplice studente, il 21enne Iyad Khanfar.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76559