Sì, la tv l’ha fatta, ha mostrato le gambe sotto una minigonna molto mini, ha i capelli rossi fuoco, ma che c’entra con le luci rosse? È un sottosegretario del governo, suvvia. Ma andatelo a spiegare a Rocco Siffredi, ex attore hard e adesso produttore di film porno, che ha avuto la bella idea di dire che la vedrebbe bene, la Brambilla, in una delle sue pellicole. Si capisce, deve essere stato il solito giornalista che ha frainteso. E allora lui cosa ha fatto? Ha scritto una mail alla Brambilla, per scusarsi di quella uscita, prendendosela con la solita stampa furbina. Ma lei, la Brambilla, non gli ha risposto (così racconta il settimanale Anna). Sarà senz’altro la prima con cui Siffredi ha fatto cilecca.

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Roma - «Nei suoi primi 100 giorni in carica, Silvio Berlusconi potrebbe aver fatto l’impossibile: mettere ordine in questa nazione apparentemente ingovernabile raggiungendo un livello mai toccato prima nella storia italiana moderna». Con queste parole Newsweek, settimanale statunitense di area liberal, ha commentato i primi provvedimenti del nuovo governo pubblicando un articolo intitolato «Miracolo in 100 giorni. Come Berlusconi ha messo ordine nella caotica Italia, e cosa accadrà adesso».

Concetti antitetici a quelli che il giornale del gruppo Washington Post aveva utilizzato quando il Cavaliere si candidò per la terza volta alla guida del Paese nel 2001. A quei tempi Newsweek si interrogava sui motivi per i quali gli italiani avrebbero dovuto concedere fiducia a «un uomo del genere». All’inizio del 2002, invece, Berlusconi fu rappresentato come un «bad, bad boy», un ragazzaccio troppo impertinente per i vecchi ciambellani dell’Ue che lo hanno sempre visto come una minaccia.

Il tempo, però, ha portato consiglio. Il successo berlusconiano, osserva ancora Newsweek, è dovuto al fatto che il presidente del Consiglio «sta mantenendo gli impegni, con un’abilità “pugno-di-ferro-in-un-guanto-di-velluto”». Berlusconi, ricorda il periodico, ha tenuto fede all’impegno elettorale di riunire il Consiglio dei ministri nel capoluogo partenopeo e ha nominato uno «zar della monnezza» (il sottosegretario Bertolaso; ndr) per risolvere il problema.

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Un record negativo: 1.083 viaggiatori in tutto il 2007. E un piano di ampliamento in grande stile: si parla di circa 70 milioni di euro. Nel piano dei promotori – il Comune, la Camera di commercio e la banca Montepaschi – il nuovo aeroporto di Siena sarà in grado di trasportare ben 350mila passeggeri nel 2012, con medie mensili di oltre 70 voli al giorno, per arrivare nel 2020 a 490mila passeggeri l’anno con 90 voli al giorno. Poco importa se a meno di due ore di macchina sa Siena ci sono già scali importanti come Firenze e Pisa, che da solo serve 3 milioni e 700mila passeggeri l’anno. I politici e la potente banca locale hanno deciso che l’aeroporto sotto casa s’ha da fare e basta. Anche se nel frattempo la rete ferroviaria provinciale resterà ferma a un binario singolo. Anche se un combattivo comitato cittadino contro lo scalo senese di Ampugnano (foto) ha presentato pure un esposto alla magistratura. Non vuole che tutto resti come prima, ma chiede che i soldi pubblici e privati vengano investiti in mezzi di trasporto magari meno glamour ma più efficienti. «Gli aeroporti non si fanno a partire dall’iniziativa di alcuni politici e di una banca, ma si fanno in un quadro regionale e nazionale dei trasporti – spiega il comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto –. Per la mobilità dei senesi servono strade sicure e a percorrenza rapida, una efficiente rete ferroviaria e servizi collegati con gli aeroporti esistenti».

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Due tagliandi per disabili. Due tagliandi con lo stesso numero di concessione, usati nello stesso momento su due auto diverse, posteggiate in strade diverse. Una cosa vietata, un abuso, perché addirittura il tagliando può essere usato soltanto se l’auto è utilizzata dal disabile. Non può essere quindi duplicato, né tantomeno essere usato contemporaneamente. Eppure il duplice contrassegno è lì, immortalato e «accusato» dalle foto. Fotografie giunte in redazione con una circostanziata denuncia dell’utilizzo abusivo del tagliando, nella quale si fa anche il nome dell’utilizzatore delle auto. Si tratterebbe di un politico della Regione Liguria. Ma questo è l’unico elemento che non è stato possibile verificare e pertanto non pubblichiamo il nome.Abbiamo invece verificato che le fotografie non fossero un fotomontaggio e che fossero effettivamente state scattate contemporaneamente. Una, quella sull’auto azzurra è delle 13.16 (e 46 secondi), l’altra, quella sull’auto nera, è delle 13.17 (e 56 secondi). Un minuto e dieci secondi, il tempo appena necessario per spostarsi da una via all’altra e fare i due scatti che dimostrano la contemporaneità dell’utilizzo del tagliando duplicato.

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«No assoluto alla chiusura dell’ospedale San Giacomo». Lo afferma il delegato del sindaco al centro storico, Dino Gasperini che oggi chiedera un incontro al presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo, «per verificare se la notizia della chiusura dell’ospedale San Giacomo sia confermata o meno e in caso di risposta affermativa alla ripresa dei lavori coinvolgerò l’intero consiglio comunale al fine di scongiurare questa follia che priverebbe dell’unico presidio sanitario un territorio che durante il giorno è vissuto da quasi un milione di persone».

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La complessa gestazione a 4 (Comune, Provincia, Regione e ministero dell’Interno) del nuovo Patto per la sicurezza ha rappresentato l’anticipo fuori stagione dell’«autunno caldo» che attende Gianni Alemanno. Al rientro dalle ferie di agosto infatti per il sindaco molti nodi verranno al pettine. Nodi fondamentali, come la relazione sul buco di bilancio che il primo cittadino dovrà presentare nella sua veste di commissario governativo. O come la razionalizzazione delle 81 municipalizzate o la proposta di legge per il Distretto federale di Roma Capitale: una svolta attesa da decenni e che il Campidoglio preme - come dimostra la delega al vicesindaco e senatore Mauro Cutrufo - affinché venga inserita nella riforma per il federalismo fiscale di cui si comincerà a discutere in Parlamento dopo l’estate. Senza contare che se martedì si arrivasse alla firma del Patto per Roma sicura che sostituisce il fallimentare protocollo Amato-Veltroni del 2007, settembre sarà il momento per stilare un bilancio sulla reale efficacia delle nuove misure.E se la vittoria di aprile contro Francesco Rutelli è stata «un fulmine a ciel sereno» - come ha confessato ieri lo stesso Alemanno ad Alain Elkann -, terminato il rodaggio per l’amministrazione sarà proprio l’autunno il primo vero giro di boa. Il 30 settembre scadono i 3 mesi di commissariamento e il sindaco dovrà riferire in aula Giulio Cesare sulla situazione dei conti capitolini, presentando il piano di rientro dal maxi-debito di 10 miliardi di euro ereditato dalle giunte Rutelli-Veltroni.

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da Ischia«Dopo 21 anni tornerò alla regia». L’annuncio, Giancarlo Giannini, che il 7 novembre rivedremo nei panni di Rene Mathis nel nuovo episodio di 007, Quantum of Solace, lo dà all’Ischia Film festival, dove l’attore ha ritirato un premio. Una toccata e fuga, la sua: dodici ore in tutto. Alle 9 di mattina, Giannini, è già pronto a riprendere il motoscafo che lo riporterà a Roma. Camicia a righe, capelli brizzolati e barbetta incolta, che a detta di una signora del posto lo rendono ancora più affascinante, l’attore di Mimì metallurgico oltre a dirigerlo, questo film ancora senza titolo, lo produrrà anche: «Sto raccogliendo finanziamenti», dice Giannini, che compirà 66 anni il primo agosto prossimo. «Sono arrivato all’85/90 per cento del budget previsto. E a questo punto, riti scaramantici a parte, posso dire che il film si farà».A spingerlo a rimettersi in discussione come regista dopo l’unica e non felice esperienza di Ternosecco è stata la storia di questa pellicola, scritta insieme con un giovane sceneggiatore: «Una storia d’amore, oltre l’amore. La passione tra un uomo di una certa età e una ragazza. Ci ho creduto subito a questo racconto, e sto facendo l’impossibile per realizzarlo». Al suo fianco Giannini, che prossimamente farà il medico in una fiction di Canale 5 «perché la tv mi diverte e mi aiuta a pagare le tasse», non ha ancora deciso chi ci sarà: «Ma presto comincerò i provini.

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Ha negato ogni addebito Pablo Guillermo Vera Macias, 36 anni, l’ecuadoregno, arrestato nella notte tra giovedì e ieri, accusato dell’omicidio di Isabel Rivera Gonzalez, 34 anni, badante, sua connazionale ed ex fidanzata, trovata morta sgozzata tre giorni fa. Interrogato ieri mattina dal pm, Federico Panichi, nel carcere di Marassi, l’uomo ha respinto le accuse. La sua ex fidanzata era stata trovata morta mercoledì sera nel suo appartamento in via Adelaide Cairoli, nel quartiere di Sampierdarena. Il corpo era riverso sul letto in una pozza di sangue. Vera Macias, che è assistito dall’avvocato Michela Porcile, si è difeso sostenendo di aver accompagnato l’amica a casa la sera dell’omicidio, ma di averla lasciata davanti all’ascensore. L’accusato ha raccontato come ha trascorso la serata insieme alla vittima. Ha spiegato che quella sera lui e Isabel erano stati ad una festa in casa di amici. «Ma siamo andati via verso le 2,30» ha dichiarato al giudice. L’equadoregno ha aggiunto anche che il giorno dopo aveva un appuntamento con l’ex fidanzata per andare a comperare una motocicletta. Una versione dei fatti che ora è al vaglio degli inquirenti e dovrà essere suffragata da riscontri. Intanto oggi si terrà, davanti al gup, Lucia Vignale, l’udienza di convalida dell’arresto.

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Satira e politica vanno a braccetto. La differenza? È una sola: «Almeno a noi la gente ride davanti…». Giorgio Panariello a tutto campo sui colleghi che traggono spunto per le loro gag dai Palazzi: «In un Paese dove il 90 per cento dei comici sono di sinistra – ha detto presentando il prossimo spettacolo, ClonatoZero – con la propria forza politica all’opposizione e il centrodestra alla maggioranza ci vanno a nozze». Il comico fiorentino ha anche spiegato perché lui, pur essendo un comico, evita il tema: «Io non faccio mai comicità con riferimento ai politici, anche perché quando si fa satira politica ci si trova spesso davanti a delle reazioni. Per rispondere a queste ci vuole anche una struttura, come Grillo, che io non ho».

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(…) legislatura, ha messo nero su bianco una serie di opere «infrastrutturali strategiche per il prossimo quinquennio» che sono il futuro della Liguria.Per capirci, non siamo di fronte a carta straccia, a programmi elettorali, a promesse varie ed eventuali, ma a una sorta di manifesto programmatico definitivo e ufficiale - con tutti i bollini e le ceralacche al posto giusto - delle infrastrutture su cui il governo Berlusconi si impegna a lavorare. Un elenco definitivo che ha avuto il suo motore nel ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Che, come sempre, ha avuto un occhio di riguardo per la Liguria.Per il futuro della Liguria, soprattutto. E così, dal Cipe di ieri sono spuntate una raffica di opere pubbliche strategiche. A partire dal Terzo Valico, il treno ad Alta Velocità ed Alta Capacità che permetterà di collegare Genova a Milano e a Torino in un’ora, trasformando la Liguria in una periferia meravigliosa e sul mare delle metropoli lombarde e piemontesi. Una svolta decisiva sia per i liguri, sia per milanesi e torinesi, per cui può essere davvero la partita della vita.Per i non addetti alle questioni di casa nostra, ricordiamo che si tratta di un progetto ormai secolare, che sembrava aver avuto lo slancio decisivo dallo scorso governo Berlusconi e dalla giunta regionale di centrodestra, ma che è stato bloccato dal centrosinistra nazionale e regionale, nonostante sia un corollario indispensabile del corridoio comunitario che porta a Rotterdam.

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